Cardiofrequenzimetri, dove si portano e a cosa servono

Per chi corre un cardiofrequenzimetro dovrebbe essere leggero e pratico da indossare, oltre che preciso. Se, poi, è anche economico tanto meglio. La precisione è sicuramente una priorità irrinunciabile in un cardiofrequenzimetro, che se non è in grado di fornire dati attendibili sulla frequenza cardiaca è, praticamente, da buttare, ma l’indossabilità e la comodità sono altri requisiti che seguono a ruota, oltre – naturalmente – alla convenienza che si combina nella bontà del rapporto qualità-prezzo. Potrà pure essere preciso quanto volete, ma se un cardiofrequenzimetro risulta pesante o fastidioso non vale granché, anche perché per sfruttarlo al meglio dovrà convivere con il proprio utilizzatore e una cattiva convivenza, si sa, è deleteria ma soprattutto è destinata a durare poco.

Per far sì che scocchi la scintilla con il cardiofrequenzimetro del cuore si deve ricevere in cambio un pacchetto di prestazioni che ce lo facciano apprezzare e preferire ad altri. Vediamo, allora, come dev’essere un buon cardiofrequenzimetro, anche se già dalle prime battute dovrebbe essere chiaro. Preciso, conveniente, facile da indossare. Tre aggettivi che la dicono lunga su questo performante e innovativo strumento che può rivelarsi soprattutto in certe occasioni critiche un ottimo amico e compagno di viaggio. Sembra facile, direte voi. Già, ma non lo è. Magari il modello su cui ci sono caduti gli occhi è una cosa e non è l’altra, ma trovarne uno che rispecchi tutte le qualità desiderate può essere problematico, in tal caso ci si dovrà accontentare di un compromesso. Ma non arrendiamoci subito.

In fondo, sappiamo bene come la tecnologia possa fare miracoli, specialmente in ambito digitale, con questi piccoli grandi ritrovati della ricerca applicata ai bisogni di tutti i giorni. Un buon cardiofrequenzimetro dovrebbe mettere l’utilizzatore nelle condizioni di potersi muovere liberamente, senza intralci di sorta, visualizzabile alla prima occhiata, senza doversi accecare o rallentare i propri ritmi nella ricerca del dato voluto. Di cardiofrequenzimetri in giro ce ne sono fin troppi, ma perlopiù la maggior parte si riconosce in due categorie: i cardiofrequenzimetri a fascia toracica e quelli indossabili al polso, anche se potremmo aggiungere una terza classificazione consistente in modelli da braccio, per quanto meno frequenti.